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Giustizia minorile

Una delle principali aree di intervento di Defence for Children International è da sempre quella della giustizia minorile.

A livello internazionale, Defence for Children International ha partecipato attivamente all'elaborazione e alla stesura di importanti strumenti internazionali sulla giustizia minorile.

 Oltre alla Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo, Defence for Children International ha collaborato alla stesura delle Regole minime sullíamministrazione della giustizia minorile (Regole di Pechino, 1985) delle Linee guida per la prevenzione della delinquenza minorile (Linee guida di Riyad, 1990) e delle Regole per la protezione dei giovani privati della loro libertà, (Regole dell'Avana, 1990).

La sezione italiana ha intrapreso fin dalle sue origini attività di ricerca sul contesto nazionale della giustizia minorile: sulle strutture detentive ma anche sulle misure alternative alla privazione della libertà, sulla prevenzione ma anche sul percorso di fuoriuscita dal sistema giudiziario.

Da un punto di vista legislativo, l'Italia costituisce uno dei massimi esempi di recepimento delle convenzioni internazionali sui diritti dei minori e da origine a un sistema che tutela il diritto del minore a crescere e a sviluppare le sue capacità.

In questo senso, il reato commesso viene considerato prima di tutto un'espressione di un disagio, di una difficoltà nello sviluppo psico-fisico, quindi un punto di partenza per un percorso educativo. Sulla carta, il principio del superiore interesse del minore (art. 2 CRC) risulta essere la base del sistema di giustizia minorile italiano.
Oggi, tuttavia, il sistema penale minorile sembra aver perso buona parte della propria efficacia, dal momento che la popolazione minorile coinvolta è cambiata completamente: una legge pensata per i minorenni italiani viene oggi applicata nella maggior parte dei casi a minorenni stranieri, spesso non accompagnati e privi di documenti. In molti casi, quindi, la legge è inapplicabile, soprattutto per quanto riguarda la messa in pratica di misure alternative al carcere.
Oggi, in Italia, il numero dei minori stranieri denunciati alle procure si aggira intorno al 30%, mentre il numero degli stranieri detenuti in Istituti Penali Minorili raggiunge il 45%.

Questo divario dimostra quanto il principio di residualità del carcere, contenuto nelle Regole di Pechino sulla Giustizia Minorile e pilastro fondamentale dell'ordinamento legislativo italiano, sia disatteso oggi nella pratica nei riguardi di particolari categorie di minorenni.

Inoltre, la maggior parte di minori italiani e stranieri detenuti in IPM sono in attesa di primo giudizio: il carcere viene quindi utilizzato nella gran parte dei casi come misura cautelare, al contrario di come vorrebbe la CRC quando parla dell'utilizzo della detenzione solo come ultima risorsa.

Mentre la discussione pubblica ruota intorno allíabbassamento dell'età minima di responsabilità penale e all'inasprimento delle pene, le politiche di prevenzione vengono spesso trascurate e i finanziamenti in questo senso non fanno che diminuire.

In molti casi, i minori coinvolti nel sistema penale sono recidivi, questo perché il momento della fuoriuscita dal sistema di giustizia al mondo reale raramente viene accompagnato da progetti di reinserimento validi.

Defence for Children International Italia si inserisce in questo contesto, con líobiettivo di accrescere la conoscenza dei fenomeni che lo riguardano e di difendere i diritti dell'infanzia.
Obiettivo principale del programma internazionale di Defence for Children International sulla giustizia minorile è rendere nota a livello globale la situazione dei bambini che si trovano in conflitto con la legge e promuovere azioni affinché la giustizia minorile venga considerata una priorità nelle agende politiche a livello internazionale, regionale e locale con l'obiettivo di rafforzare i sistemi nazionali e garantire così i diritti dei bambini e degli adolescenti che si trovano in conflitto con la legge.

Le azioni intraprese allo scopo di difendere i diritti di questi bambini prendono varie forme:

  • l'advocacy e la pressione a livello politico
  • gli interventi diretti
  • il monitoraggio
  • la condivisione di informazioni e la collaborazione tra i vari attori che lavorano in questo ambito
  • l'analisi e la ricerca

 

CAMPAGNA: NESSUN BAMBINO DIETRO LE SBARRE! 

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