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Dovremmo considerare in maniera forte i principi e le disposizioni della CRC alla luce di un modello di sviluppo dominante che procede in una direzione molto diversa e che risulta principalmente orientato da valori economici.

Senza prendere in considerazione questa prospettiva rischiamo di presentare i diritti dell'infanzia come una fiaba sempre più distante dalla realtà dei fatti. Ci riferiamo a luoghi del mondo dove la povertà e il conflitto sono la caratteristica dominante ma pensiamo che questa contraddizione risulti evidente anche nelle società cosiddette “sviluppate”.

Esiste un complesso conflitto tra la nozione di sviluppo proposta dal mondo industrializzato e i valori proposti dal paradigma dei diritti umani. Se il secondo considera l’essere umano come il valore centrale da proteggere e rilanciare, sappiamo molto bene che nel primo aspetto l’interesse dominante è guidato dall’interesse finanziario e dalla crescita economica. Fuori dalle ideologie stereotipate, sembra che una promozione genuina della CRC possa rivelarsi inconsistente senza prendere in considerazione le forti e spesso violente dinamiche che si oppongono alla realizzazione dei diritti umani.

Sicuramente questa discussione potrebbe suonare controversa ma la domanda è: come possiamo evitare questa analisi radicale senza divenire attori di una finzione in cui il nostro discorso diventa irrealistico e, alla fine, molto distante dalle persone minorenni e dai loro diritti?

E’ anche importante sottolineare come spesso i minorenni, nel mondo industrializzato e non, siano sempre più considerati nel loro ruolo di consumatori. Questo determina molto il tipo di attenzione rivolta all’infanzia.

Questa nuova pressante identificazione dei minorenni come parte del mercato finanziario, specialmente nel mondo delle nuove tecnologie, presenta uno scenario che non è stato sufficientemente analizzato attraverso le lenti della CRC.

E’ difficile non pensare all’impatto ambientale devastante che i modelli attuali di sviluppo stanno imponendo. In questo senso la dimensione ecologica dovrebbe essere definitivamente collegata al nostro sforzo di promuovere i diritti dei minorenni. Nella realtà è molto difficile considerare il superiore interesse del minorenne all’interno di una società che sta seriamente minacciando la sostenibilità del pianeta.

In quest’ottica, la realizzazione dei diritti dei minorenni può essere vista anche come qualcosa che può contribuire allo sviluppo di alternative nella nostra relazione con l’ecosistema. Seguendo questa linea, crediamo che sia impossibile concepire la promozione dei diritti dei minorenni senza collegarli ad un posizionamento e ad un’azione sociale e intellettuale che abbiano lo scopo di determinare un cambiamento più ampio nella società.

Potremmo anche pensare ai diritti dell'infanzia come un’opportunità. Un'opportunità di presenza e di partecipazione per  vivere in maniera più significativa la nostra età adulta nella società.

In questo senso dotremmo iniziare a considerare le persone di minore età come una risorsa sociale e culturale reale.

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