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Il termine olistico si riferisce ad un approccio sistemico in cui tutti gli elementi vengono considerati nella loro specificità come nella loro interdipendenza reciproca. Questa parola viene spesso usata nel campo dei diritti umani per descrivere il bisogno di considerare il minorenne come una persona completa con caratteristiche e dimensioni che devono essere concepite quali uniche, indivisibili e interrelate.

Questa definizione ecologica rappresenta una grande sfida al modo in cui il nostro sistema di conoscenza è strutturato con discipline che suggeriscono rigidamente la loro epistemologia specifica, il loro linguaggio, la loro prospettiva relativa. Tentare di applicare un approccio olistico richiede uno sforzo considerevole per superare i muri che storicamente le discipline hanno costruito attorno al loro campo di conoscenza. Richiede di esplorare connessioni, collegamenti, relazioni che normalmente non sono considerate scientifiche in quanto sono percepite come qualcosa che indebolisce un sistema di comprensione e conoscenza delle cose già codificato.

Questa difficoltà è ovviamente riflessa nel sistema di professioni e mandati che appartengono ad una certa disciplina e che sono più rassicuranti all’interno del regno della propria conoscenza specifica. Se vogliamo considerare e applicare la CRC come un sistema olistico non possiamo fare a meno di affrontare questi problemi che ci portano a chiederci quale sia il modo stesso in cui conosciamo e ci relazioniamo con la realtà. Fuori da questa considerazione epistemologica, il termine olistico suona troppo "naive" (o new age) e non ci aiuta ad apprezzare l’opportunità fornita dalla Convenzione che chiede strutturalmente di riformare il nostro modo monografico e frammentato di leggere e concepire la realtà.

Secondo il nostro punto di vista, questo è il motivo principale per cui è importante concepire il nostro sforzo di promuovere i diritti umani e i diritti dei minorenni come una pedagogia capace di determinare e sperimentare nuove visioni mentre si crea nuova conoscenza. Nuovamente, considerare la CRC come una piattaforma serve al doppio obiettivo di generare una piattaforma culturale da cui si generano nuove idee e esperienze e, allo stesso tempo, rispondere meglio alla struttura olistica che ogni essere umano propone al mondo

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