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Nelle nostre attività diamo molta importanza alle storie e alle narrazioni quali una dimensione dinamica per considerare la centralità dell’individuo.

La narrazione è il modo in cui diamo significato alla nostra realtà. E' dinamica nel senso che cambia continuamente nella nostra relazione con l’ambiente come anche per il fatto che ogni narrazione è il risultato dell'interazione tra qualcuno che sta narrando e qualcuno che ascolta.

Da questa esperienza ne deriviamo il fatto che sia impossibile considerare la centralità del minorenne senza comprendere la sua narrazione. Seguendo le APP precedenti, anche la CRC può essere intesa come una narrazione che può proporre un cambiamento reale o non reale nella vita dei minorenni e nella nostra. Quanto questa narrazione diventi significativa e rilevante varia in considerazione della storia collettiva a cui apparteniamo e della nostra storia personale nel mondo.

La letteratura fornisce un capitale immenso da utilizzare nella nostra azione poiché applica alla lettura della realtà una prospettiva biografica, che richiama l’importanza di considerare le cose sempre attraverso la prospettiva relativa e dinamica dell’esperienza umana. Vorrei definitivamente suggerire di usare storie e narrazioni come una dimensione chiave per trasmettere i principi e le disposizioni della CRC nella nostra formazione, per esempio attraverso casi studio dai quali possiamo ottenere assunzioni generali e obiettive ma che rimangono sempre casi con i propri significati specifici e unici.

Prendere in considerazione le storie ci può aiutare a evitare pensieri stereotipati o di raggruppare i minorenni in categorie identificate in maggior parte con i nostri bisogni. Ovviamente possiamo identificare dei modelli ma essi dovranno sempre assumere significati diversi in base all’esperienza personale.

Per sottolineare la centralità e rilevanza della narrazione dei minorenni nel definire strategie e azioni potrebbe essere interessante costruire con i partecipanti meta-storie sui casi che includano la narrazione del minorenne e la narrazione dell’operatore che entra in contatto con lui/lei. La narrazione può rappresentare un mezzo ma anche un fine per cui promuovere la CRC può significare fornire alla persona la possibilità di arricchire la propria storia e narrazione attraverso il fatto di fornirgli/le elementi derivati dalla Convenzione per arricchire e articolare la sua storia personale.

E' utile considerare anche che creare uno spazio per la narrazione può fornire una reale opportunità di partecipazione e espressione che sono una chiave per valorizzare il sistema della CRC.

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