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L’urgenza di promuovere i diritti dei minorenni è spesso collegata a emergenze o situazioni altamente problematiche. Anche riconoscendo che queste emergenze esistono e che la CRC può darci un riferimento chiave per affrontarle, è necessario considerare che la Convenzione dovrebbe aiutarci nel prevenire i problemi creando condizioni sostenibili di protezione. Questa prospettiva ci aiuta a considerare la CRC non solo come un insieme di regole per condannare le violazioni, ma come una cornice di riferimento strategica per cambiarne le cause. Per esempio, la tratta dei minorenni viene giustamente affrontata come un crimine serio attraverso il quale criminali si approfittano della vulnerabilità dei ragazzi. Ovviamente è necessario perseguire i criminali e assicurare protezione ai minorenni. Allo stesso tempo, una logica preventiva suggerirebbe di considerare quali siano le condizioni che permettono ai minorenni di essere vulnerabili a questo crimine. Un’analisi comprensiva evidenzierà che le vittime di questo crimine sono in maggior parte minorenni i cui diritti non sono stati rispettati o sono stati violati.

Ci concentriamo sugli effetti senza considerare le cause strutturali e le responsabilità che hanno costruito la possibilità per il verificarsi della tratta. Esse potrebbero essere leggi sulla migrazione non intelligenti, un mercato del lavoro economico e non regolato, la mancanza per il minorenne di essere incluso e integrato nel sistema. Queste non sono solitamente definite come responsabilità criminali, ma hanno determinato la possibilità che il minorenne sia seriamente violato. Il livello di vulnerabilità è largamente costruito dal sistema, lo stesso che è scioccato nel sapere quanti minorenni vengono trafficati.

Le politiche per i minorenni sono spesso limitate agli effetti e raramente affrontano le cause che portano alla violazione dei loro diritti. Forse perché affrontare queste cause evidenzierebbe l’evidente complicità del sistema nel determinare il livello di vulnerabilità. Nonostante sia sempre importante concentrarsi sugli specifici gruppi di minorenni a rischio, la CRC chiede di generare le condizioni per cui un minorenne non debba essere vulnerabile. In questa prospettiva la piattaforma della CRC fornisce molte possibilità di sviluppare politiche e strategie sistemiche per aumentare il livello di protezione attraverso la prevenzione. Nuovamente ci confrontiamo con una stupida e diffusa logica in cui il triangolo vittima, salvatore, aggressore (orrore, pietà e terrore) diviene la narrazione dominante.

Al di là dell’ipocrisia di questo approccio, possiamo chiederci quante risorse avrebbero potuto essere investite meglio in base alla semplice assunzione per cui un minorenne i cui diritti sono rispettati è anche un minorenne che può beneficiare di un’adeguata protezione. Seguendo questa logica possiamo assumere che il sistema di protezione dei minorenni deve essere trasversale a tutti i settori della società insieme agli orientamenti culturali forniti da un’intelligenza basata sui diritti umani.

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