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Progetti in corso

Child Friendly Justice in Action!

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Il progetto “Child Friendly Justice in Action” finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea è stato lanciato da Defence for Children International – Europa in sei paesi europei. Il progetto mira a orientare e promuovere l’adattamento dei procedimenti amministrativi alle specifiche esigenze dei minorenni, secondo i principi su cui si fondano le Linee Guida del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minorenne. Il progetto “Child Friendly Justice in Action!” finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea è stato lanciato da Defence for Children International – Europa in sei paesi europei. Il progetto mira a orientare e promuovere l’adattamento dei procedimenti amministrativi alle specifiche esigenze dei bambini e dei ragazzi, secondo i principi su cui si fondano le Linee Guida del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minore. 

La prima fase del progetto prevede una serie di ricerche nei diversi paesi, volte a ottenere un quadro generale sull’applicazione dei principi della giustizia a misura di minore nell’ambito dei procedimenti amministrativi. In Italia, l'analisi avrà un focus specifico sul diritto dell’immigrazione applicato ai minorenni stranieri non accompagnati dinanzi alle autorità giudiziarie. La seconda parte della ricerca prevede delle consultazioni con i ragazzi per raccogliere le loro esperienze dirette e cercare di capire le loro impressioni rispetto alle questioni citate. Sulla base delle informazioni raccolte, verrà elaborato un Toolkit per operatori e una serie di azioni di advocacy.

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YOUTHLAB

"Sono stato subito affascinato da questa iniziativa perché potevo portare il mio contributo ad un progetto che si occupa di giustizia minorile e di diritti dei minori, che io ritengo di fondamentale importanza per via del passato che ho percorso e delle esperienze legate alla giustizia che ho affrontato."

Giovane formatore, 20 anni

Nel momento in cui un giovane viene arrestato o anche privato della sua libertà, entra in un mondo nuovo e per lui intimidatorio, gestito da adulti che parlano una lingua talvolta sconosciuta e incomprensibile. Automaticamente questo sistema lo ingloba e lo assorbe imponendogli la sua logica, i suoi ritmi e il suo linguaggio. Spesso questo è causa di forte alienazione e disorientamento da parte dei giovani con un conseguente impatto negativo sul loro benessere, sui futuri contatti con i professionisti della giustizia, sulla percezione della correttezza delle procedure e sulla loro capacità di partecipare, in forte contrasto con le finalità riabilitative e rieducative della giustizia minorile.  Questo processo di alienazione è causato in gran parte dal linguaggio e dalle modalità di comunicazione, strettamente legali e strumentali, che possono risultare molto distanti dai giovani e diverse da ciò che il giovane conosce e comprende. 

Questo di sicuro è un progetto che tocca dal vivo perché c’è la partecipazione diretta dei ragazzi. In una parola lo descriverei come “innovativo".

Giovane formatore, 20 anni

 

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Il Programma di Mentoring

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COME FUNZIONA IL PROGRAMMA DI MENTORING:

Il programma di mentoring si configura in 5 fasi:

1) Proposta di interesse a partecipare al programma di mentoring scrivendoci qui

2) Partecipazione ad un corso base di formazione.  Normalmente vengono organizzati durante i fine settimana, così da consentire ai cittadini di potervi partecipare con tranquillità. E’ importante sottolineare che il percorso formativo iniziale di circa 20 ore è obbligatorio per poter accedere al programma di mentoring di Defence for Children Italia perché fornisce le competenze e le conoscenze necessarie per affrontare l’esperienza.

3) Processo di abbinamento tra mentore e giovane che sarà effettuato da Defence for Children Italia a seguito di una serie di informazioni raccolte nell’ambito del corso di formazione e i successivi colloqui informativi. Anche il giovane dovrà aderire volontariamente al progetto di mentoring attraverso la sottoscrizione di un impegno formale! 

4) Mentoring. Il percorso ha una durata minima di 6 mesi durante i quali il rapporto si potrà consolidare arrivando a diventare continuativo nel tempo. Durante questo lasso di tempo, il mentore e il giovane potranno contare sulla nostra assistenza e il nostro supporto tecnico.  Defence for Children intende facilitare l’incontro fra queste due  persone e assicurare che lo sviluppo di questo rapporto sia costruttivo e positivo per entrambi. In particolare, si intende operare affinché la persona giovane possa raggiungere gli obiettivi del piano individualizzato che verrà stabilito insieme. A tal fine il coordinamento con il mentore è molto importante per garantire la coerenza di questo processo. 

5) Valutazione del percorso. Dopo i sei mesi, una valutazione congiunta sarà effettuata per comprendere se interrompere il rapporto di mentoring con il giovane o se invece continuare il progetto di mentoring supportato da Defence for Children Italia oppure in autonomia.

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Unità di supporto socio legale per minorenni stranieri non accompagnati

DFC 18 19 ChildRightsHelpdesk oranjeDefence for Children Italia ha istituito a fine 2019 il CHILD RIGHTS HELPDESK, un’unità di supporto socio‑legale per minorenni stranieri non accompagnati, realizzando un insieme coordinato di azioni su vari livelli.

Il Child Rights Helpdesk intende sviluppare un osservatorio indipendente per verificare lo stato di attuazione di garanzie e diritti dei minorenni stranieri sul territorio, tramite un lavoro di orientamento, assistenza, analisi, monitoraggio, formazione e sensibilizzazione, attraverso un dialogo costante con la società civile e gli attori, istituzionali e non, che operano in questo settore.

Più specificamente in Italia il Child Rights Helpdesk intende proporsi come interlocutore e risorsa territoriale:

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SUPPORTS

Supportare le ragazze e i ragazzi ospitati nel sistema di accoglienza nella delicata fase di passaggio tra l'adolescenza e l'età adulta

SUPPORTS logoUna volta raggiunta la maggiore età i ragazzi in uscita dai percorsi di accoglienza si ritrovano ad affrontare un periodo difficile, che spesso si rivela essere un vero e proprio baratro. Dalla situazione di tutela garantita dal sistema di protezione dei minorenni, con il compimento della maggior età i care leavers si trovano dinanzi a un nuovo e sconosciuto scenario per adattarsi al quale sono necessari preparazione e supporto.

Attraverso il progetto Supports - Supportare i ragazzi in strutture di accoglienza nella delicata fase di passaggio tra l'adolescenza e il periodo adulto, si intende sviluppare un programma formativo e  pedagogico,  che rafforzi le capacità delle strutture per minorenni nel sostenere lo sviluppo dei progetti di vita dei ragazzi durante il loro percorso nelle strutture di accoglienza fino alla fuoriuscita dalle stesse. Una fuoriuscita che deve risultare sostenibile e in continuità con le precedenti fasi realizzate nel corso dell’accoglienza.

Il progetto si ripropone dunque di elaborare, in collaborazione con i partner e gli stakeholder nazionali identificati, un insieme di linee guida teorico-pratiche, che, a partire da un approccio fondato sulla centralità della persona minorenne, dei suoi diritti e della sua storia, potranno essere utilizzate come “mappa” di orientamento attraverso la quale le varie figure professionali che interagiscono nelle diverse strutture, i ragazzi, e gli attori del contesto territoriale di riferimento possano realizzare un appropriato percorso teso a una fuoriuscita sostenibile dalle fasi dell’accoglienza. 

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