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Defence for Children Italia condanna le ripetute violazioni dei diritti umani nei territori occupati palestinesi da parte delle forze armate israeliane

FOTO PALESTINA

Defence for Children Italia esprime sdegno, preoccupazione e forte condanna per la risposta dell’esercito israeliano alle manifestazioni di protesta in corso a Gaza, ritenendo che il violento utilizzo della forza militare contro i manifestanti civili sia espressione diretta di una politica sproporzionata che non può essere giustificata in nessun modo.

A seguito delle proteste della popolazione palestinese contro il blocco sulla Striscia di Gaza e contro il trasferimento dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme di lunedì 14 maggio, più di 60 persone sono state uccise dalle forze militari israeliane e migliaia di persone sono state ferite nel corso degli attacchi. Fra queste, otto minorenni sono morti vittime del fuoco israeliano mentre un neonato è deceduto per inalazione di gas lacrimogeno, secondo quanto riportato dal Ministero della salute palestinese a Gaza.

Questi deplorevoli attacchi delle forze armate israeliane contro la popolazione civile palestinese sono contrari alle norme del diritto umanitario internazionale e costituiscono una flagrante e profonda violazione dei diritti umani. Le autorità israeliane devono sospendere immediatamente l’uso della forza per evitare ulteriori perdite di vite umane e garantire l’effettiva protezione delle persone minorenni ai sensi della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo del 1989, delle Convenzioni di Ginevra e di altra rilevante normativa internazionale applicabile.

Defence for Children Italia esprime altresì contrarietà e dissenso rispetto alla scelta del governo statunitense di trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme, ponendo fine a 70 anni di consenso internazionale sulla inopportunità di questa scelta e sfidando ancora una volta la risoluzione 242 delle Nazioni Unite e successive, che denunciano l’illegalità dell’occupazione israeliana di Gerusalemme Est.

La comunità internazionale e la società civile non possono più rimanere in silenzio dinanzi a queste violazioni. E’ necessario più che mai un nuovo impegno attivo affinché questo rapporto di forza profondamente asimmetrico non continui a calpestare la vita e la dignità di migliaia di bambini e di ragazzi che hanno diritto a un futuro libero dalla violenza in tutte le sue forme e a poter contare su un mondo adulto attento e capace di non provocarla.

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