viola-payoff

Emergenza Profughi Bosnia

Schermata 2020 12 31 alle 12.09.13

fotobosnia2

Quasi tutte le strutture del Campo di Emergenza di Lipa, che ospitava circa 1.400 migranti e che si trovava nel nord-ovest della Bosnia Erzegovina, sono state distrutte da un incendio il 23 dicembre scorso. A questo numero di persone si aggiungono circa 1.500 migranti, richiedenti asilo e rifugiati - tra cui donne e bambini - bloccati nei campi informali e nei boschi circostanti. Dopo l’incendio, il numero complessivo di persone che hanno bisogno di assistenza è salito a quasi 3.000, secondo quanto riportato dall'OIM.

Il progetto di trasferimento temporaneo dei migranti in una struttura chiusa nel centro di Bihac ha suscitato le proteste dei residenti. Rimasti senza una soluzione, rifugiati e richiedenti asilo hanno appoggiato dei cartoni sul pavimento e installato delle barriere improvvisate per la propria privacy all'interno dell'unica tenda rimasta in piedi nel campo di Lipa. Molti di loro si sono rifugiati in tende fatte con sacchi per la spazzatura nelle foreste gelate nelle vicinanze del campo. Alcuni si riscaldano tenendo i piedi bagnati sopra piccoli fuochi accesi all'aperto, mentre altri si avvolgono in coperte per scaldarsi. Molti hanno soltanto delle scarpe da ginnastica da indossare nella neve.

Nel corso degli anni diversi movimenti per i diritti umani hanno documentato violazioni da parte delle autorità croate, tra cui gravi abusi e violenze sessuali nei confronti di rifugiati e migranti. Donne e minorenni non sono stati risparmiati dalle violenze. Una dichiarazione congiunta rilasciata sabato scorso da diverse organizzazioni umanitarie, tra cui il Consiglio danese per i rifugiati, l'UNHCR e l'Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, ha esortato le autorità locali a trovare immediatamente una soluzione alternativa. "Le strutture ancora esistenti sul posto non sono sicure e rischiano di crollare a causa delle continue nevicate. A causa della mancanza di riscaldamento, congelamenti, ipotermia e altri gravi problemi di salute sono già stati segnalati da coloro che sono bloccati sul posto", riporta la dichiarazione. "Spetta alle autorità fornire una protezione minima a coloro che sono rimasti bloccati al di fuori dei centri di accoglienza in una situazione di grave degrado.”

Mentre è fondamentale che le autorità locali trovino soluzioni alternative sicure e protettive, l'assistenza immediata è fondamentale. Migliaia di vite sono a rischio. È necessario agire immediatamente.

Defence for Children International Italia sta collaborando con IPSIA, una ONG indipendente che opera in Bosnia ed Erzegovina dal 1997 e che fornisce assistenza in loco. Un conto bancario ad hoc è stato istituito e tutti i fondi saranno utilizzati per fornire beni essenziali, compresi vestiti caldi, sacchi a pelo, cibo e kit igienici, in modo che queste migliaia di persone bloccate nella località dell'ex campo Lipa possano sopravvivere alle gelide temperature invernali.

"Chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini di esprimere concretamente la loro solidarietà all’inizio di questo nuovo anno” spiega Pippo Costella direttore di Defence for Children Italia "Si tratta di un’azione urgente e immediata per proteggere la vita e i diritti di tante persone ma anche un modo per riaffermare la nostra prospettiva, aperta oltre qualsiasi confine”.

SCARICA IL COMUNICATO >>> pdfITA - pdfENG

dona

 

2013 | ® Defence for Children International Italia

Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.