viola-payoff

Cosa vuol dire essere “mentori” al tempo del covid-19?

Schermata 2020 06 09 alle 16.56.33"Quando ho scelto di essere mentore, o ancor prima tutrice volontaria di un ragazzo straniero che si trova in Italia senza la sua famiglia, ho pensato al bisogno che abbiamo tutti di avere almeno una persona a cui far riferimento, una persona disponibile ad ascoltarci, a darci un consiglio, a pensarci con affetto.

In questo difficile e inedito momento di lockdown, in cui le interazioni dirette si sono interrotte, l’invio di semplici messaggi o lo scambio di telefonate ogni due o tre giorni ci ha permesso, nonostante i limiti, di continuare a dirci che ci siamo, che ci pensiamo. Abbiamo condiviso come ci sentiamo, cosa stiamo facendo, i problemi che incontriamo, le ansie, i progetti e le aspettative per il prossimo futuro. Anche le semplici informazioni sulle nuove norme, sui servizi e le opportunità fornite da istituzioni o da associazioni del volontariato per far fronte alle difficoltà della quarantena hanno costituito un supporto, come i suggerimenti per compilare domande per i buoni spesa (al di là degli esiti…) o altre incombenze burocratiche. Non ultimo, questo frequente contatto permette e stimola i ragazzi a continuare ad esprimersi in italiano, consolidando così le loro competenze linguistiche.

In un modo o nell’altro continuiamo ad esserci, sperando, finita l’emergenza e il confinamento, di poter dare un contributo più concreto ai bisogni fondamentali dei ragazzi: lavoro, alloggio, documenti e incoraggiamento per le loro scelte."

 

Marina Picasso, tutrice volontaria e mentore Genova

* foto di Amelie & Niklas Ohlrogge disponibile su https://unsplash.com/@pirye

Il privilegio di essere mentore

"Schermata 2020 06 09 alle 16.45.51Mi chiamo Alberta e sono mentore di un ragazzo albanese. Considero, mai come in questo periodo, un privilegio l’essere mentore dello stesso ragazzo di cui sono stata tutore. E il motivo è presto detto: sono diventata ufficialmente mentore pochissimi giorni prima del lockdown e, se non avessi conosciuto bene il ragazzo, sarebbe stato ancora più difficile essergli virtualmente accanto. Ho scritto “ancora più difficile” perché più volte mi sono sentita inerme, impotente. Tutto fermo, tutto bloccato, i contatti che mi sarebbero potuti servire erano numeri telefonici “fissi” (del Comune) e lì non c’era più nessuno: che fare? Lui era lì, sul punto di essere assunto, ciò che gli avrebbe consentito di rinnovare il permesso di soggiorno per motivi lavorativi e la possibilità di avere una locazione abitativa degna e con contratto; e invece niente, dall’oggi al domani chiuso in una stanza ad un prezzo economico alto. Ebbene, ripensandoci ora, l’unica cosa veramente importante era (ed è) la relazione umana, avendo anche la grande fortuna che il ragazzo parla, legge, capisce e scrive bene l’italiano.

Leggi tutto: Il privilegio di essere mentore

La tutela volontaria e il suo valore

2"Conosco le campagne di Defence for Children da più di 10 anni e finalmente ho potuto partecipare nel 2018 al loro corso di formazione e diventare operativa come tutrice volontaria di un minore straniero non accompagnato.

Il loro approccio parte dal valore umano della relazione che si instaura per poter innervare tutti i processi e le procedure a cui il minore viene sottoposto.

La loro presenza costante anche dopo il corso ci ha consolidato nelle conoscenze e ha fatto si che si creasse un gruppo coeso ed efficace, nonché notevolmente divertente!

Barbara Pasero, Grafica YOGE Comunicazione Sensibile e tutrice volontaria

Kento

Fermo Immagine Torino n2

"Defence for Children è competenza nel rapporto con i ragazzi e con le istituzioni, ma anche umanità e passione. Insieme coltiviamo nei giovani creatività e consapevolezza, parlando il linguaggio dell'oggi."

Francesco Carlo KENTO, Rapper attivista

Pagina Facebook

25 luglio 2018

 

L'esperienza della tutela ha segnato la mia vita

caterina tutrice"Mi chiamo Caterina, ho 56 anni, sono mamma di tre figli e adesso tutore di un minore non accompagnato.

Il mio incontro con Defence for Children è legato al corso di formazione per tutori che ha sicuramente segnato la mia vita: con Pippo e Gabriella che mi hanno fatto strada nel mio cammino verso Tiefolo. Tiefolo bello come il sole, nero come il carbone, 17 anni e la risata contagiosa che grida la voglia di vivere. Per lui, come tutore, ho giurato di fronte al giudice fedeltà e diligenza e, come da sposa, mi sono commossa e la voce tremava. Con il passare dei mesi penso che il segreto di questa relazione stia proprio lì e la fedeltà e diligenza siano la risposta quotidiana al suo bisogno.

Per me essere tutori è prendersi l’altro sulle spalle, farsene carico tenendo fisso lo sguardo su di lui e il suo bene. Così con Tiefolo sono in tribunale, in questura, dalla prof, a bussare a porte in cerca di lavoro, con Tiefolo a toccare la prima neve, a mangiare la pizza e il couscous, a Natale in famiglia, a pregare: lui Allah e io Gesù Cristo, insieme. A Tiefolo che mi porta a casa gli amici, che mi chiama mamma e mi manda i cuori su WhatsApp, a Pippo che mi ha scavato nell’anima e, nel corso di formazione, è partito dal mio vissuto di bambina, a Gabriella che sorridente lavora nell’ombra, a tutta Defence che lotta per gli ultimi, agli altri tutori, agli operatori dei Servizi Sociali, agli educatori delle Comunità, a Ehis, Madiw, Abdul, Moussad, Dramane, Seidou, alla mia famiglia il mio grazie per essere con me in questa scelta che mi fa felice."

Caterina, tutrice

Genova, luglio 2018

Chi è il tutore volontario? Come si diventa tutori?

 

2013 | ® Defence for Children International Italia

Questo sito web utilizza cookie. Continuando la navigazione si accettano gli stessi.